Iniziativa “Matrimonio per tutti” - Archiviato

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Lugano, 6 settembre 2021

Agli amici, Responsabili di realtà ecclesiali nella nostra Diocesi
Il Vescovo Valerio ha proposto, attraverso le pagine di Catholica, inserto del Corriere del Ticino di sabato 4
settembre, la sua riflessione sull’imminente votazione riguardante la proposta legislativa, denominata “matrimonio per tutti”.
La Commissione diocesana per la Pastorale familiare propone di distribuire il testo del Vescovo e il seguente breve scritto di sintesi, agli appartenenti alle Associazioni e Movimenti ecclesiali. Sarebbe altrettanto opportuno distribuirlo al termine dei momenti di convocazione parrocchiale, compresa quella eucaristica.
Siamo tutti coscienti dei pericoli culturali ed etici di tale proposta legislativa “matrimonio per tutti” e di conseguenza occorre invitare a votare in coscienza, ecclesialmente informata, tenendo conto dei seguenti elementi:

1. L’essere differenti è una ricchezza, non è una discriminazione. La fede illumina positivamente la
differenza uomo-donna creati ad immagine del Dio Uno e Trino, chiamati ad amare nella differenza.
Il Creatore creò il genere umano come maschio e femmina, affinché i due potessero essere una
carne sola. È nell’abbraccio di due persone differenti che si può creare una reale e feconda
comunione, aperta alla vita.

2. L’accoglienza pastorale delle persone omosessuali, proposta da Papa Francesco, non significa
relativizzare la verità rivelata sul matrimonio e il significato naturale della differenza uomo-donna.

3. Usare il termine “matrimonio” per una coppia dello stesso sesso va ben al di là di un formale
problema linguistico. È dare validità giuridica a una realtà in sé ancora confusa, bisognosa di ulteriori
approfondimenti. Non possiamo omologare coppie eterosessuali e coppie dello stesso sesso. Ne
discende fatalmente che diritti e doveri sono uguali per ambedue, pur essendo naturalmente
differenti.

4. L’ambigua finalità di questa iniziativa, “matrimonio per tutti”, è evidente. La pretesa di diventare
“genitori” da parte di coppie dello stesso sesso comporta una grave lesione del diritto del bambino
ad avere come genitori un padre e una madre. Questa complementarità maschio-femmina, padre-
madre, fa strutturalmente parte della natura umana. Risulta essere maggiormente incomprensibile e
inaccettabile la pretesa di genitorialità dal momento che nessun essere umano può nascere da due
persone del medesimo sesso. Ne consegue l’indebita forzatura della natura umana con il ricorso a
metodi culturalmente ed eticamente inaccettabili, come la compra-vendita del corpo della donna,
misconoscendone così la dignità, oggi così auspicata. Oppure acquisendo materiale genetico esterno
alla coppia, che niente a che fare con il significato dell’amore e di relazione umana indispensabile per
la vita della coppia.

5. Esistono altre vie giuridiche per evitare la discriminazione delle coppie dello stesso sesso, che
tengano conto effettivamente dei diritti di tutti e che evitino derive possibili dell’attuale proposta
legislativa.

Don Willy Volonté
Delegato vescovile per la Pastorale familiare


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